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Notizie flash

DanzaMovimentoTerapia

ed

Espressione Corporea

Incontri bimensili

la domenica

dalle 12,30 alle 14,00

IALS - Roma

via C. Fracassini, 60

è consigliato un primo colloquio

info: f.chiarenza@libero.it

DanzaMovimentoTerapia

Dall’art. 2 dello Statuto della Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia (APID - vedi web link), relativa ai principi fondamentali:

“La DanzaMovimentoTerapia è una disciplina specifica, orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, cognitiva e relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità della vita della persona.
La specificità della DanzaMovimetoTerapia si riferisce al linguaggio del movimento corporeo e della danza e al processo creativo quali principali modalità di valutazione e di intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona."

Incontro ...

Nel mio lavoro la disciplina di riferimento é quella della DMT. La metodologia utilizzata segue  principalmente il metodo ideato da Maria FUX e il metodo di DanzaMovimentoTerapia Integrata® (metodo ideato da V. Puxeddu, medico fisiatra, dottore in Psicologia, Danzamovimento Terapeuta, Presidente A.P.I.D.).

Nel lavoro che propongo vengono sempre rispettati i bisogni dei partecipanti, le regole ed i principi etici e deontologici della mia formazione come DMT; non vengono mai fatte proproste "azzardate" da un punto di vista psicologico o improponibili perchè troppo complesse o non di mia competenza.

momento di danza...!

Definizione e sviluppo Danzamovimentoterapia

Parte dello scritto è tratto dal libro dell’APID (Associazione professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia): A.Adorisio; M.E. Garcìa (a cura di) DanzaMovimentoTerapia- modelli e pratiche nell’esperienza Italiana Roma, Magi, 2004.


La DMT è una disciplina, una pratica ed una modalità specifica di trattamento di una pluralità di manifestazioni della patologia psichica, somatica e relazionale, ma è anche una suggestiva possibilità di positiva ricerca del benessere e di evoluzione personale.


Le prime esperienze di DMT si hanno in America negli anni ’40, in Gran Bretagna intorno agli anni ’50 ed in Francia a partire dagli anni ’60. I pionieri della DMT sono tutte donne, Marian Chase, Francizka Boas, Trudi Schoop, Mary Stark Whitehouse, Anna Halprin, Irmgard Bartenieff che lavorano negli Stati Uniti. Maria Fux sviluppa il suo metodo in Argentina. Sono questi  alcuni dei nomi da cui hanno preso avvio tra gli anni ‘40 e ’60 del secolo scorso le principali metodologie di danzamovimentoterapia.

E’ dall’incontro della danza moderna e del suo grande rinnovamento con le teorie psicoanalitiche che ebbero origine i primi studi pionieristici sulla danza terapia negli anni 40. Le pioniere sopracitate hanno posto una notevole attenzione al legame tra il mondo emotivo interno ed il movimento spontaneo, vivendo in prima persona il passaggio della danza da insegnamento a terapia e avviarono le loro sperimentazioni all’interno delle strutture psichiatriche.

Parallelamente all’affermarsi delle diverse teorie psicoanalitiche si andarono definendo diversi approcci alla danza terapia, tutti caratterizzati dalla consapevolezza che il corpo e la psiche costituiscono una unità.

Il modo in cui ciascuno si muove è specchio della personalità totale e può rivelare ciò che giace nel più profondo.


Dall’insegnamento delle prime pioniere della danza terapia sono emersi nuovi e più approfonditi contributi che ancora oggi orientano da un punto di vista teorico e metodologico la danza terapia di origine anglosassone. In particolare J. Kestenberg, J. Chodorow, J. Adler, che hanno realizzato una accurata integrazione tra modelli di analisi del movimento e teorie psicoanalitiche.

E’ negli anni ‘70, periodo di gran fermento culturale, che cominciano a consolidarsi esperienze di applicazione della danza in ambito clinico anche in altre parti del mondo, compresa l’Italia. Gradualmente realtà che inizialmente rispondevano a un nome diverso andarono a confluire nella danza terapia. Tra questi il filone sviluppatosi in Francia attraverso il lavoro portato avanti  da France Schott-Billmann, conosciuto con il nome di Exspression Primitive che si è ispirato alla danza di Herns Duplan ed è stato arricchito da contributi teorici psicoanalitici e antropologico-strutturali. Il contributo latinoamericano è rappresentato dalla metodologia della danzatrice argentina Maria Fux, applicata ancora oggi in Italia, sperimentato inizialmente con diversamente abili e successivamente adottato anche in altri campi.

Prendendo spunto da queste diverse correnti la DMT ha cominciato a diffondersi nel nostro paese  prima con corsi, stage e seminari isolati e successivamente con vere e proprie scuole di formazione, ognuna con la sua specifica cornice teorica e metodologia.

Nel 1997 è stata istituita l’Associazione Professionale Italiana DanzaMovimentoTerapia, per iniziativa di danzamovimentoterapeuti provenienti dalle più significative esperienze e scuole presenti in Italia che, nel rispetto delle reciproche differenze formative e operative, teoriche e tecniche, condividono alcuni principi fondamentali. Il filo rosso che unisce tutti è la fiducia nella possibilità di recuperare una migliore integrazione tra corpo e psiche, quale fonte primaria di conoscenza. E’ comune anche la centralità assegnata al corpo ed al suo movimento espressivo-creativo come mezzo per la costruzione della relazione e del processo terapeutico. Gran valore viene dato al processo creativo come elemento di “cura” e trasformazione. La DMT privilegia le modalità non verbali per costruire la relazione, chiave fondamentale di sblocco, sulla quale è possibile costruire  una nuova consapevolezza.

Le distinzioni nascono dai diversi modelli di analisi del movimento e dalle teorie psicologiche e culturali di riferimento.

In ultimo l’APID, di cui faccio parte, definisce nel suo statuto la DMT come una disciplina specifica, orientata a promuovere l’integrazione fisica, emotiva, relazionale, la maturità affettiva e psicosociale e la qualità di vita dell’individuo.

La specificità della DMT si riferisce al linguaggio del movimento corporeo e della danza ed al processo creativo, quali principali modalità di valutazione ed intervento all’interno di processi interpersonali finalizzati alla positiva evoluzione della persona.